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“Ricomincio da me” protocollo Unimarconi e Fondazione Doppia Difesa

Università degli Studi Guglielmo Marconi e Doppia Difesa hanno stilato un’Intesa per collaborare, negli ambiti delle rispettive e specifiche competenze, su un duplice fronte.

Il primo: aiutare le vittime di violenza, non solo sul piano legale e psicologico, ma anche su quello culturale legato alla formazione universitaria e post-universitaria; ove il fattore culturale sia precario o addirittura assente, si intende offrire alle vittime la possibilità di iniziare un percorso formativo mirato e assistito per favorire la costruzione di competenze utili per un ingresso nel mondo del lavoro. Si intende raggiungere lo scopo attraverso l’assegnazione di borse di studio, in numero massimo di dieci, sia per corsi di laurea triennale sia per master di primo livello a opera dell’Ateneo e in favore di un numero determinato di vittime di violenza che ricevono o hanno ricevuto da Fondazione Doppia Difesa Onlus sostegni legali e/o psicologici. Si vuole così favorire la ricostruzione dei percorsi di vita di queste donne, offrendo loro la possibilità di crearsi una solida base culturale per un futuro migliore, con una nuova autonomia personale ed economica fondata sulla formazione universitaria.

Il secondo: sensibilizzare le giovani generazioni – studenti e studentesse dell’Ateneo – sui molteplici aspetti della violenza contro le donne, che ha visto un abbassamento dell’età delle vittime (specialmente di violenza sessuale), rinsaldando il rispetto reciproco, promuovendo una concezione paritaria dei rapporti e, al contempo, favorendo il superamento di pregiudizi e stereotipi di genere che possono condizionare anche le scelte di studio e carriera. Si vuole così accrescere nella comunità studentesca dell’Ateneo la consapevolezza delle varie e gravi forme di violenza e diffondere informazioni sugli strumenti di tutela, rinsaldando nel contempo la cultura del rispetto e favorendo il superamento di convinzioni stereotipate che possono ostacolare i percorsi professionali.

In Italia la violenza nei confronti delle donne è un fenomeno grave e persistente, che nel gesto estremo del femminicidio raggiunge l’apice nell’escalation delle condotte aggressive; ciò avviene soprattutto all’interno della coppia e a opera del partner. Inoltre, dal confronto dei dati del 2025 con quelli del 2014 emerge un aumento significativo delle violenze subite dalle giovanissime (16-24 anni), che passano dal 28,4% al 37,6%, a fronte della diminuzione o stabilità registrata nelle altre classi di età. L’incremento riguarda in particolare le violenze di natura sessuale, che crescono dal 17,7% al 30,8%. Andamenti simili si riscontrano anche per le studentesse. L’aumento interessa tutti i tipi di autore, ma risulta più marcato per le violenze perpetrate dagli ex partner. Come è noto, poi, la violenza sulle donne si consuma prevalentemente in casa e alla presenza di minori; e alla violenza fisica si accompagnano spesso quella psicologica e quellaeconomica.

Secondo i dati Istat riferiti all’anno 2023, circa il 44,1% delle donne ha dichiarato di non essere autonomo economicamente, valore che supera il 90% per quelle in cerca di prima occupazione, l’83,3% delle disoccupate, l’89,3% delle studentesse e l’83,3% delle casalinghe, mentre il 40,2% ha riportato di aver subìto (anche) violenza economica. Solo nel primo trimestre del 2025, l’Istat riferisce 806 segnalazioni di violenza economica e nell’indagine pubblicata il 21 novembre 2025 emerge che nel corso dell’anno, considerando le donne che hanno o hanno avuto un partner, sono il 6,6% quelle che hanno subìto violenza economica. L’indipendenza economica rappresenta un elemento chiave della libertà e dell’autonomia delle donne all’interno della coppia. Tuttavia, rileva l’Istat, il 13,6% di quante vivono con un partner dichiara di non considerarsi economicamente indipendente. Tra le donne che subiscono violenza economica, oltre la metà (53,6%) non dispone di un reddito personale ed è mantenuta da familiari conviventi: una condizione che accentua la dipendenza e riduce ulteriormente le possibilità di autonomia e uscita dalla violenza.

La violenza è anche una conseguenza della discriminazione, di una concezione della donna come essere inferiore. Come già nella Convenzione di Istanbul del 2011, anche nella Direttiva (UE) 2024/1385 del 2024 si afferma che la violenza contro le donne è una manifestazione persistente della discriminazione strutturale nei loro confronti, derivante da rapporti di potere storicamente iniqui tra donne e uomini. È radicata nei ruoli, nei comportamenti, nelle attività e negli attributi socialmente costruiti che una determinata società considera appropriati per donne e uomini. Quindi, la violenza è anche un problema culturale, da contrastare anche attraverso il superamento di pregiudizi e stereotipi di genere, purtroppo ancora oggi diffusi persino nelle giovani e giovanissime generazioni; trovano ancora un seguito apprezzabile opinioni del tipo: “Avere successo sul lavoro è più importante per l’uomo che per la donna”, “I ragazzi sono più portati delle ragazze nelle materie scientifiche, ingegneristiche e tecnologiche”. I dati rilevati dall’Istat tra il 2019 e il 2023 sugli studi e le carriere delle donne nelle cosiddette materie STEM – Scienza, Tecnologia, Ingegneria e Matematica – dicono che, considerando i laureati dell’anno 2022, le laureate in Informatica e Tecnologie ICT sono lo 0,3% rispetto all’1,2% dei laureati; disparità presente anche nella Ue27 (1% le donne, 3,6% gli uomini), dove il Programma strategico della Commissione punta alla convergenza di genere nei percorsi formativi delle discipline scientifiche. Quanto all’aspetto occupazionale, nel 2023 le donne occupate come specialiste ICT nelle imprese (con almeno 10 addetti) sono state il 15,7%, rispetto a una media europea del 19,4%.

Università degli Studi Guglielmo Marconi e Doppia Difesa intendono operare in questo scenario, consapevoli dell’importanza di proteggere le vittime delle diverse forme di violenza, ma anche di prevenire la violenza stessa; nelle azioni di prevenzione rientrano sia iniziative volte ad aumentare il livello di autonomia ed emancipazione delle donne, sia iniziative di sensibilizzazione pensate per accrescere la consapevolezza della gravità del fenomeno, per diffondere informazioni sugli strumenti di tutela e per promuovere il superamento di ruoli stereotipati tra donne e uomini.

Periodo di riferimento: gennaio 2026-dicembre 2026.