Università degli Studi Guglielmo Marconi

Insegnamento
Linguistica applicata
Docente
Prof. Pisano Simone
Settore Scientifico Disciplinare
L-LIN/01
CFU
6
Descrizione dell'insegnamento

Il Corso si propone di definire il campo d’azione della Linguistica applicata e delineare una grammatica della competenza testuale, attraverso l’introduzione delle regole e dei principi sui quali sono selezionati, costruiti e interpretati gli enunciati e le sequenze di enunciati di cui un testo si compone.
Il corso, inoltre, intende fornire un’introduzione alle principali acquisizioni di quella branca della Linguistica Applicata, la Pianificazione linguistica, che si occupa dei rapporti che intercorrono tra lingue e istituzioni con particolare riguardo a quelle realtà in cui due o più lingue sono presenti in un medesimo territorio, a questo proposito ci si concentrerà sulla legislazione e sulle problematiche di carattere linguistico e socio-linguistico sorte in contesti plurilingui sia in Europa che nel territorio nazionale.

Obiettivi formativi (espressi come risultati di apprendimento attesi)

Al termine di questo corso, lo studente sarà in grado di:

  • acquisire gli strumenti critici e l’apparato terminologico di base per un avviamento agli studi di linguistica del testo e del discorso;
  • conoscere i principi teorici e applicativi della pianificazione linguistica;
  • acquisire una chiave interpretativa di realtà complesse in cui due o più lingue sono presenti in un medesimo territorio.
Prerequisiti

Non sono richiesti requisiti specifici

Contenuti dell'insegnamento

PRIMO MODULO

  • Settori della Linguistica Applicata, Linguistica teorica e Linguistica Applicata, apprendimento e acquisizione delle lingue (glottodidattica).
  • Linguistica forense, Analisi della conversazione, Linguistica clinica, tipi di afasie (Broca e Wernicke), Linguistica dei Corpora, tipi di Corpora, discorso istituzionale e interazione asimmetrica.
  • La linguistica testuale, i principi costitutivi del testo, il referente testuale, la linguistica testuale nella riflessione di Maria Elisabeth Conte, i sintagmi nominali.
  • Sintagma nominale come luogo deputato all'introduzione di nuovi referenti testuali, concetto di dato e di nuovo, la definitezza.
  • L’anafora e funzione anaforica, mezzi linguistici per il rinvio anaforico, obiecta affecta e obiecta effecta, espressioni anaforiche e strategie differenti a seconda delle lingue prese in considerazione, la deissi, il campo indicale.
  • Differenze tra anafora e deissi, la deissi testuale, i livelli di significato di un enunciato, l’analisi della struttura informativa, i topic, articolazione tra topic e comment,il focus.
  • Mezzi per l’espressione della struttura informativa, strategie dell’italiano per indicare l’elemento topicale, nozione di topic discorsivo, porzioni di foreground e background applicate al testo, modello della Quaestio, modello verofunzionale, la teoria degli atti linguistici secondo Austin e Searle.
  • Atti illocutivi e atti perlocutivi, atti linguistici diretti e indiretti, strategie per limitare la forza assertiva di un enunciato, le inferenze, le presupposizioni, verba afficiendi e verba efficiendi, classificazione di Karttunen, strutture di focalizzazione.
  • Il modello della logica della conversazione secondo Paul Herbert Grice, le massime della conversazione, le implicature, conversazionali, i turni, mosse conversazionali, nozione di potere e di faccia.

SECONDO MODULO

  • Differenza tra linguae dialetto, concetto di abstandsprache e ausbausprache secondo Heinz Kloss, concetto di comunità linguistica, concetto di repertorio linguistico, rapporti tra codici (acroletto e basiletto), il concetto di diglossia e dialalia, la lingua tetto, funzione comunicativa e funzione simbolica del linguaggio, l’identificazione linguistica primaria e secondaria.
  • Differenza tra Pianificazione linguistica e politica linguistica, Language Revival, Language Revitalization e il Reversing Language Shift nella scuola anglossassone. Tipi di intervento sulle lingue, interventi in vivo e in vitro. Dall’ancien régime alla lingua nello stato moderno, Il Regno Unito, la Confederazione Elvetica, il centralismo francese, la Turchia moderna.
  • L’Unione Sovietica, il modello sovietico in altri paesi socialisti, la Cina, stati americani, africani e asiatici, il complesso modello multilingue indiano, la situazione in Europa negli ultimi vent'anni, iniziative europee volte alla valorizzazione delle differenze linguistiche del continente, la European Charter for Regional and Minority Languages, le minoranze linguistiche in Italia.
  • Problemi terminologici, dialetti primari e secondari, concetti di Abstand e Ausbau applicati alla realtà linguistica italiana, minoranze nazionali e minoranze linguistiche, Valle d’Aosta, Alto Adige e Friuli Venezia Giulia, leggi regionali, Legge Nazionale 482/1999 sulle minoranze linguistiche in Italia, problemi applicativi della legge.
  • La pianificazione del corpus, scelta della lingua standard, la scelta del codice in Italia, la situazione della Norvegia, la scelta dell’alfabeto, sistema ortografico, tipi di ortografie, flagcharacters, lingua polinomica.
  • Il problema del lessico e la sua implementazione, creazione di “lingue amministrative” sovralocali: il caso del rumantsch grischun, lo standard orale, status, funzione e prestigio, reticolo di Kloss e sue applicazioni.
  • Lo Status planning, diritti linguistici del cittadino, personalità e territorialità del diritto linguistico, modelli educativi europei, difficile equilibrio tra “territorialità” e “personalità”.
  • Lingua e amministrazione pubblica, servizi pubblici, amministrazione della giustizia, educazione, toponomastica e indicazioni stradali, cultura e media (Catalogna e Finlandia a confronto), minoranze interne in contesti bilingui istituzionalizzati, armonia e conflitti tra istituzioni, legislazioni scolastiche.
  • L'acquisition planning, la Repubblica di Irlanda, Gaeltacht e problemi socio-linguistici, l’esperimento di Galway, il Catherine wheel model, normalizzazione linguistica.
Attività didattiche
Didattica Erogativa
L'insegnamento prevede, per ciascun CFU, 5 ore di Didattica Erogativa, costituite da 2,5 videolezioni (tenendo conto delle necessità di riascolto da parte dello studente). Ciascuna videolezione esplicita i propri obiettivi e argomenti, ed è corredata da materiale testuale in pdf.

Didattica Interattiva
L'insegnamento segue quanto previsto dalle Linee Guida di Ateneo sulla Didattica Interattiva e l'interazione didattica, e propone, per ciascun CFU, 1 ora di Didattica Interattiva dedicata alle seguenti attività: lettura area FAQ, partecipazione ad e-tivity strutturata costituita da attività finalizzate alla restituzione di un feedback formativo e interazioni sincrone dedicate a tale restituzione.
Criteri di valutazione
Tutte le prove di verifica e autoverifica intermedie previste dai Corsi ed erogate in modalità distance learning sono da considerarsi altamente consigliate e utili ai fini della preparazione e dello studio individuali. Le prove di verifica e autoverifica intermedie non sono obbligatorie ai fini del sostenimento della prova d´esame, la quale deve essere svolta in presenza dello studente davanti ad apposita Commissione ai sensi dell´art. 11 c.7 lett.e) del DM 270/2004.
Modalità della prova finale

L´esame finale è volto a verificare la comprensione degli argomenti trattati, la capacità di applicare correttamente le nozioni a casi studio e la comprensione delle problematiche proposte nel corso.
L’esame si svolge in forma scritta e/o orale.
La prova scritta consiste in domande aperte sugli argomenti specifici del corso e viene richiesto allo studente di motivare in modo adeguato le risposte dimostrando di aver compreso gli argomenti richiesti.
La prova scritta ha una durata massima di 90 minuti.
La prova orale consiste in un colloquio frontale sugli argomenti trattati nel corso. Durante la prova orale verrà richiesto agli studenti di esporre gli argomenti trattati durante il corso, al fine di verificare la capacità di apprendimento delle nozioni apprese, sia di presentare degli esempi, per verificare la comprensione degli argomenti trattati.
La prova orale ha una durata media di 20 minuti.

Libri di testo

Oltre alle lezioni realizzate dal Docente ed ai materiali didattici pubblicati in piattaforma, è obbligatorio lo studio dei seguenti testi:

  • Andorno C., Linguistica testuale. Un’introduzione, Carocci, Roma, 2003 e ss. capp. I, II, III (escluso il paragrafo 3.2.2.), IV (esclusi paragrafi 4.2.4. e 4.2.5), V (esclusi paragrafi 5.1.3 e 5.1.4)
  • Dell’Aquila V., Iannàccaro G., La pianificazione linguistica. Lingue, società e istituzioni, Carocci, Roma, 2011 e ss. (capp. II, III, IV e V)

Testi di approfondimento:

  • Rossini Favretti R., Un´introduzione alla linguistica applicata, Bologna, Patron, 2009
  • Berruto G., Fondamenti di sociolinguistica, Laterza, Roma-Bari, 2003 e ss.
  • Grassi C., Alberto A. Sobrero, Tullio Telmon, Fondamenti di dialettologia italiana, Roma-Bari, Laterza, 1997 e ss.
  • Soravia G., Le lingue del mondo, Il Mulino, Bologna, 2014
Ricevimento studenti

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