Università degli Studi Guglielmo Marconi

Insegnamento
Fattispecie criminose tipiche nelle investigazioni private
Docente
Prof. Fortuna Francesco Saverio
Settore Scientifico Disciplinare
IUS/17
CFU
06
Descrizione dell'insegnamento

Il corso ha lo scopo di affrontare le principali fattispecie criminose privilegiando l’aspetto pratico e assegnando importanza minore alle questioni prettamente teoriche. Per questo non mancano riferimenti alle norme processuali. Non possono, però, essere interamente trascurati i principi generali della disciplina, ricavabili dall’analisi del libro primo del codice penale vigente. Sono, poi, poste in esame numerose fattispecie scelte tra i delitti considerati nel libro secondo del codice avendo conto delle finalità del Corso e dei suoi destinatari. I limiti del Corso impediscono la trattazione, anche parziale, delle contravvenzioni, descritte nel libro terzo, anche se alcune di esse – per esempio, quelle inerenti il gioco d’azzardo – potrebbero rivestire interesse.

Obiettivi formativi (espressi come risultati di apprendimento attesi)

Al termine di questo corso, lo studente sarà in grado di:

  • Conoscere i principi generali del diritto penale;
  • Comprendere le peculiarità delle singole fattispecie penali;
  • Comprendere il metodo di accertamento dei diversi reati;
  • Conoscere la funzione e le finalità delle investigazioni difensive;
  • Conoscere i principi che regolano la ricerca del reato.
Prerequisiti

Non sono previsti prerequisiti

Contenuti dell'insegnamento

Parte generale

  1. Il diritto penale nella storia. L’impronta autoritaria del codice vigente: l’impatto con la Costituzione repubblicana e con la Convenzione sui diritti umani (Cedu). Le garanzie della persona: art. 1 c.p., art. 25 c. 2 Cost., art. 7 Cedu. Significato del principio nullum crimen sine lege; limitazione e adattamento nei regimi totalitari. Il presupposto non verificato della libertà di scelta. Le Scuole penalistiche: Scuola classica, Scuola positiva, Terza Scuola, Nuova difesa sociale. L’art. 27 della Costituzione e il dibattito in Assemblea costituente sulla rieducazione del condannato. L’idea del recupero sociale e il trattamento in carcere nella Riforma penitenziaria del 1975.
  2. La norma penale: precetto e sanzione. Reato in senso formale e sostanziale. Delitti e contravvenzioni. Reati naturali e artificiali. Il diritto penale complementare e la riserva di codice. Le fonti del diritto penale. La fattispecie penale. I principi fondamentali di tassatività e determinatezza, volti a limitare gli spazi di arbitrio nel ricondurre il fatto (fattispecie concreta) alla norma (fattispecie astratta). Le tecniche di formulazione della fattispecie: elementi descrittivi naturali (cosa, animale); elementi normativi giuridici (altruità della cosa) ovvero extragiuridici (onore – artt. 594 c.p., opere d’arte – art. 528 c.p., mezzi di correzione – art. 571 c.p.). L’interpretazione della norma penale: interpretazione letterale, estensiva, evolutiva. Il divieto d’interpretazione analogica. La successione delle norme penali e il divieto di retroattività della norma penale sfavorevole (artt. 2 e 3 c.p.). Tempus commissi delicti. La nozione di consumazione: reati permanenti, reati a distanza, reati a consumazione protratta (usura). Il locus commissi delicti: rilevanza per l’individuazione della competenza del giudice penale.
  3. L’analisi del reato: la concezione tripartita e bipartita del reato. Fatto, colpevolezza, antigiuridicità. Antigiuridicità formale e sostanziale, significato della distinzione. La condotta: azione e omissione. Reati a forma vincolata (truffa) e a forma libera (omicidio). Reati omissivi propri e impropri. L’evento del reato: concezione naturalistica e giuridica dell’evento. Il nesso di causalità tra condotta ed evento: la teoria condizionalistica e quella della causalità adeguata. L’art. 41 c.p. e la causalità scientifica: risultato come conseguenza altamente probabile della condotta. La sussunzione sotto leggi scientifiche nella causalità omissiva: il giudizio controfattuale. Il caso fortuito e la forza maggiore quali fattori di esclusione del rapporto causale.
  4. La colpevolezza e l’art. 27 c. 1 Cost. L’ignoranza inevitabile del precetto: art. 5 c.p. e sentenza n. 364/1988 Corte cost. La suitas: art. 42 c. 1 c.p. quale coscienza e volontà della condotta. Esclusione della suitas: costringimento fisico (art. 45 c.p.) e cause patologiche. Il dolo come rappresentazione e volontà (art. 43 c.p.). Dolo diretto, intenzionale, eventuale. Dolo generico e specifico La colpa in senso stretto: assenza di volontà del fatto, violazione norma cautelare non accompagnata dalla volontà. Colpa generica e specifica, colpa cosciente. La valutazione sulla base dei tipi di agente modello nelle diverse attività. La responsabilità oggettiva e il delitto preterintenzionale. Cause di esclusione della colpevolezza: l’errore di fatto sul fatto. Irrilevanza dell’errore sul precetto e dell’errore motivo. L’errore su legge extrapenale. Reato impossibile e reato putativo (art. 49 c.p.).
  5. Il principio di offensività e l’oggetto giuridico del reato. Il reato come lesione di interessi meritevoli di tutela. La concezione del reato come semplice violazione di un dovere. Offesa e pericolo. Reati di pericolo astratto, presunto, concreto. I reati senza offesa. Elisione dell’offesa: le scriminanti o cause di giustificazione, si differenziano dalle scusanti (escludono la colpevolezza) e dalle cause che escludono la punibilità (per malattia di mente). Le scriminanti codificate e le scriminanti tacite (attività medico – chirurgica). Consenso dell’avente diritto (art. 50 c.p.). Adempimento di un dovere ed esercizio di un diritto (art. 51 c.p.). Legittima difesa (art. 52 c.p.); le modifiche portate con la legge n. 59/2006.. Uso legittimo delle armi (art. 53 c.p.). Stato di necessità (e soccorso di necessità: art. 54 c.p.). L’eccesso colpevole nelle scriminanti (art. 55 c.p.). Le scriminanti putative (art. 59 c. 1 c.p.).
  6. Le forme di manifestazione del reato. A) Le circostanze del reato: comuni (artt. 61 e 62 c.p.), speciali, ad effetto speciale. Le circostanze attenuanti generiche (art. 62 bis c.p.). Il giudizio di comparazione tra circostanze aggravanti e attenuanti. B) Il delitto tentato e il momento della consumazione nei reati istantanei e permanenti. Idoneità e univocità degli atti. Desistenza volontaria e recesso attivo. Possibilità del tentativo in varie tipologie di reati. C) Il concorso di reati. Disposizioni a più norme e norme a più fattispecie. Concorso apparente di norme: i criteri dell’assorbimento e della specialità. Reato composto e complesso. Il reato continuato. D) Il concorso di persone nel reato. La fattispecie plurisoggettiva: pluralità di agenti, realizzazione del fatto, volontà di partecipare. Concorso materiale e morale. La non punibilità della connivenza. Realizzazione di fatto diverso da quello voluto (art. 116 c.p.). Mutamento del titolo del reato (art. 117 c.p.).
  7. L’imputabilità: nozione. Le cause che incidono sull’imputabilità: età minore, infermità di mente, sordomutismo, intossicazione da stupefacenti. L’ubriachezza. Actio libera in causa. Stati emotivi e passionali.
  8. Capacità a delinquere e pericolosità. La commisurazione della pena (artt. 132 e 133 c.p.). I tipi di soggetti pericolosi. La recidiva. Le misure di sicurezza.
  9. La pena e le sue funzioni (art. 27 c. 3 Cost.). Pene principali e accessorie. Le pene sostitutive. Le pene pecuniarie.
  10. Le cause di estinzione del reato e della pena. In particolare: grazia, amnistia, indulto, prescrizione.

Parte speciale

  • Reati contro la vita e l’incolumità individuale. Libro II, titolo 12, artt. 575-593.
  • Omicidio volontario (art. 575 c.p.).
  • Omicidio colposo (art. 589 c.p.).
  • Omicidio preterintenzionale (art. 584 c.p.).
  • Morte come conseguenza non voluta di altro reato (art. 586 c.p.).
  • Infanticidio e feticidio (art. 578 c.p.).
  • La soppressa causa honoris (l. n. 342/1981).
  • Omicidio del consenziente (art. 579 c.p.).
  • Il problema dell’eutanasia. Istigazione e aiuto al suicidio (art. 580 c.p.).
  • I delitti di aborto nella legge n. 194 del 1978. I divieti nella disciplina della procreazione assistita (l. n. 40/2004).
  • I delitti di percosse (art. 581 c.p.) e di lesioni volontarie (artt. 582 e 583).
  • Le lesioni colpose (art. 590 c.p.).
  • Il delitto di rissa (art. 588 c.p.).
  • Il delitto di abbandono di minori o incapaci (art. 591 c.p.).
  • I delitti di omissione di soccorso (art. 593 c.p.).
  • I delitti contro l’onore. Libro II, titolo 12, capo 2. Artt. 594 – 599.
  • Il delitto di ingiuria. La nozione di onore (art. 594 c.p.).
  • I delitti di diffamazione. La nozione di reputazione (art. 595 c.p.)
  • La diffamazione con il mezzo della stampa e l’esercizio del diritto di cronaca e di critica.
  • Le scriminanti speciali della reciprocità e della provocazione. I delitti contro la moralità pubblica e il buon costume. I delitti di violenza sessuale (Libro II, titolo 9 e titolo 12 capo 3 dopo la riforma ex legge n. 66 del 1996). Il delitto di atti osceni (art. 527 c.p.) e il comune sentimento del pudore. Il delitto di pubblicazioni e spettacoli osceni (art. 528 c.p.). I delitti di violenza sessuale (art. 609 bis c.p.).
  • Atti sessuali con minore consenziente (art. 609 quater).
  • Corruzione di minorenni (art 609 quinquies).
  • Violenza sessuale di gruppo (art. 609 octies).
  • Ignoranza dell’età del minore: irrilevanza (art. 609 sexies).
  • I delitti contro la personalità individuale. Titolo 12, capo 3: artt. 600 – 604 c.p. La riduzione in schiavitù (art. 600 c.p.).
  • La tratta di persone (art. 601 c.p.).
  • Acquisto o alienazione di schiavi (art. 603 c.p.)
  • Prostituzione minorile (art. 600 bis).
  • Pornografia minorile (art. 600 ter).
  • Detenzione di materiale pedopornografico (art. 600 quater).
  • Turismo sessuale (art. 600 quinquies c.p.).
  • Pornografia virtuale (l. n. 38/2006).
  • Fattispecie introdotte dalla legge n. 269 del 1998.
  • I delitti contro il patrimonio. Libro II, titolo 13; artt. 624-649 c.p.)
  • Nozioni generali. Il patrimonio come bene giuridico. Il concetto giuridico di cosa e di bene. L’altruità della cosa. Nozioni di possesso e di detenzione rilevanti per il diritto penale. Danno e profitto. La non punibilità dei prossimi congiunti (art. 649 c.p.) quale scriminante ovvero causa personale di non punibilità.
  • Il furto (art. 624 c.p.). Scippo e furto in abitazione (art. 624 bis c.p. ex l. n. 128/2001).
  • L’attenuante della collaborazione (art. 625 bis).
  • Le circostanze aggravanti speciali (art. 625).
  • Le ipotesi di minore gravità: furto d’uso e furto lieve per bisogno (art. 626).
  • Furto di cosa comune (art. 627).
  • I delitti di appropriazione indebita (possesso e detenzione della cosa – art. 646 c.p.).
  • I delitti di rapina. Rapina propria e impropria. Le circostanze aggravanti speciali (art. 628 c.p.).
  • I delitti di danneggiamento. Le aggravanti (art. 635 c.p.).
  • Il danneggiamento di risorse naturali (l. n. 319/1976).
  • Il danneggiamento di sistemi informatici (art. 635 bis).
  • Il delitto di estorsione semplice e aggravato (art. 629 c.p.).
  • I delitti di sequestro di persona (art. 630 c.p. con riferimento all’art. 605).
  • I delitti di truffa (art. 640 c.p.).
  • La truffa contrattuale. Le aggravanti. La frode volta ad erogazioni pubbliche (art. 640 bis).
  • La frode informatica (art. 640 ter).
  • Il delitto di insolvenza fraudolenta (art. 641 c.p.).
  • Il delitto di circonvenzione d’incapaci (art. 643 c.p.).
  • I delitti di usura (art. 644 c.p. e l. n. 108 del 1996).
  • I delitti di ricettazione (art. 648 c.p.)
  • I delitti di riciclaggio (art. 648 bis, ter c.p.).
  • I delitti contro l’inviolabilità del domicilio. Libro II, titolo 12, capo 3, sez. 4; artt. 614 – 615 quinquies c.p.).
  • Il delitto di violazione di domicilio (art. 614 c.p.).
  • Perquisizione illegale (art. 615).
  • Interferenze illecite (art. 615 bis; l. n. 98/1974).
  • Accesso abusivo a sistemi informatici (art. 615 ter).
  • Diffusione codici di accesso (art. 615 quater).
  • Diffusione virus informatici (art. 615 quinquies c.p.).
  • I delitti contro l’inviolabilità dei segreti. Libro II, titolo 12, capo 3, sez. 5; artt. 616 – 617 ter).
  • Violazione di corrispondenza, anche telematica (art. 616).
  • Intercettazioni abusive e presa di cognizione di comunicazioni (art. 617 e 617 quater c.p.).
  • Istallazione apparati per intercettare o impedire comunicazioni (art. 617 bis e quinquies).
  • Falsificazione di contenuti di conversazioni telefoniche e telematiche (art. 617 ter).
  • I delitti contro l’assistenza familiare. Libro II, titolo 11, capo 4. Art. 570 – 574).
  • Violazione degli obblighi di assistenza familiare. Tre ipotesi di reato (norma a più fattispecie: art. 570 c.p.).
  • Abuso dei mezzi di correzione e disciplina (art. 571 c.p.)
  • Maltrattamenti in famiglia (art. 572 c.p.).
  • Differenza con la nuova fattispecie di stalking (atti persecutori: art. 612 bis c.p.).
  • Sottrazione di persone incapaci (art. 574 c.p.).
Attività didattiche
Didattica Erogativa
L'insegnamento prevede, per ciascun CFU, 5 ore di Didattica Erogativa, costituite da 2,5 videolezioni (tenendo conto delle necessità di riascolto da parte dello studente). Ciascuna videolezione esplicita i propri obiettivi e argomenti, ed è corredata da materiale testuale in pdf.

Didattica Interattiva
L'insegnamento segue quanto previsto dalle Linee Guida di Ateneo sulla Didattica Interattiva e l'interazione didattica, e propone, per ciascun CFU, 1 ora di Didattica Interattiva dedicata alle seguenti attività: lettura area FAQ, partecipazione ad e-tivity strutturata costituita da attività finalizzate alla restituzione di un feedback formativo e interazioni sincrone dedicate a tale restituzione.
Criteri di valutazione

Tutte le prove di verifica e autoverifica intermedie previste dai Corsi ed erogate in modalità distance learning sono da considerarsi altamente consigliate e utili ai fini della preparazione e dello studio individuali. Le prove di verifica e autoverifica intermedie non sono obbligatorie ai fini del sostenimento della prova d´esame, la quale deve essere svolta in presenza dello studente davanti ad apposita Commissione ai sensi dell´art. 11 c.7 lett.e) del DM 270/2004.

Modalità della prova finale

L’esame si svolge in forma scritta e/o orale.

La prova scritta consiste in domande aperte di tipo tematico/concettuale. La prova ha una durata massima di 90 minuti.

La prova orale consiste in colloquio con alcune domande a cui il candidato deve rispondere.

Libri di testo

Oltre alle lezioni realizzate dal Docente ed ai materiali didattici pubblicati in piattaforma, è obbligatorio lo studio dei seguenti testi:

Parte generale in alternativa uno dei seguenti testi:

  • G. Fiandaca, E. Musco, Diritto penale, parte generale, editore Zanichelli, ultima edizione
  • F. Antolisei, Diritto penale, parte generale editore Giuffré, ultima edizione
  • L. Delpino – R. Pezzano, Manuale di Diritto penale, parte generale, editrice Simone, ultima edizione

Parte speciale in alternativa uno dei seguenti testi:

  • G. Fiandaca, E. Musco, Diritto penale, parte speciale vol. 1, vol.2 prima parte e vol. 2 seconda parte, editore Zanichelli, ultima edizione (sono le parti trattate negli argomenti del corso)
  • F. Antolisei, Diritto penale, parte speciale vol. 1 vol. 2 editore Giuffré, ultima edizione (sono le parti trattate negli argomenti del corso)
  • L. Delpino – R. Pezzano, Manuale di Diritto penale parte speciale editrice Simone, ultima edizione (sono le parti trattate negli argomenti del corso).

È opportuno avvalersi di un codice penale aggiornato (consigliato Codice penale e procedura penale – editrice La Tribuna, Piacenza)

Ricevimento studenti

Previo appuntamento (fs.fortuna@unimarconi.it)