Università degli Studi Guglielmo Marconi

Scheda Docente

PELLEGRINI LORENZO

Docente a Contratto
Università degli Studi Guglielmo Marconi

 

Titolo di studio:
- “Premio Tesi di Dottorato” anno 2014, premio istituito dalla Firenze University Press per premiare le eccellenze fra le tesi di dottorato discusse nell´Ateneo di Firenze.
- Dottorato di Ricerca in Discipline Penalistiche – Diritto e Procedura Penale, conseguito a Firenze il 14 maggio 2013. Tesi di dottorato dal titolo “Circostanze del reato: trasformazioni in atto e prospettive di riforma”, tutor Prof. Francesco Palazzo.
- Titolo di Avvocato, conseguito nel febbraio 2011.
- Nomina di Cultore della materia di Diritto Penale e Criminologia, avvenuta nel gennaio 2010.
- Laurea Specialistica in Giurisprudenza, conseguita a Firenze il 6 ottobre 2008. Tesi in diritto penale vertente sulla “La nozione di terrorismo internazionale”, relatore Prof. Francesco Palazzo, con votazione di 110/110 summa cum laude.
- Laurea in Scienze giuridiche, conseguita a Firenze in aprile 2006, con votazione di 110/110, relatore Prof. Michele Papa.
- Maturità classica conseguita in Firenze Liceo Michelangiolo anno 2002.

Attività professionale:

- dal 2011 ad oggi: esperienza lavorativa come libero professionista avvocato specializzato in materia penale, societaria-fallimentare e tributaria;
- dal 2013 ad oggi: esperienza lavorativa (intensificatasi negli ultimi anni) nella consulenza aziendale (con particolare riferimento ai possibili rilievi penali di determinate scelte o accadimenti aziendali), nella elaborazione dei modelli organizzativi e protocolli ex d.lgs. 231/2001 (in sinergia con altre professionalità tecniche si sono predisposti modelli organizzativi di società di primario piano sul territorio fiorentino e toscano), nella elaborazione di regolamenti dell’OdV;
- dal 2016 ad oggi: esperienza lavorativa come Presidente dell’OdV di Schema31 S.p.A.
- dal 2008 al 2009: esperienza lavorativa di apprendistato presso l’Avvocatura Distrettuale dello Stato (Toscana, Firenze) e Tribunale di Firenze, Sezione Civile contratti;

 

Attività didattica:

dal 2008 a oggi: esperienza lavorativa universitaria presso l’Università degli Studi di Firenze, Dipartimento di Scienze Giuridiche, Diritto e Procedura Penale. Attività di ricerca, assistenza e studio coadiuvata e guidata dal Prof. Francesco Carlo Palazzo e dal Prof. Roberto Bartoli;

 

Pubblicazioni:

PELLEGRINI L., Sospensione del procedimento con messa alla prova: le circostanze non rilevano nella determinazione della pena edittale, in Riv. it. dir. proc. pen., in corso di pubblicazione.
- Relazione al seminario di sudi su “L’individuo e l’Europa dopo il Trattato di Lisbona nelle riflessioni dei giuristi: un laboratorio interdisciplinare” dal Titolo: “Riserva di legge e legalità penale europea”. Università degli Studi di Firenze, Scuola di Giurisprudenza, Organizzata congiuntamente all’associazione studentesca ELSA Firenze.
- Relazione sul tema “Le nuove frontiere del diritto penale sessuale”. Incontro di presentazione del libro di F. Macrì “Verso un nuovo diritto penale sessuale”. Università degli Studi di Firenze, Scuola di Giurisprudenza.
- Relazione sul tema “Le circostanze del reato fra legalità e discrezionalità giudiziaria: trasformazioni in atto e prospettive di riforma ”, Università degli Studi di Firenze, Scuola di Giurisprudenza. Firenze, 7-9 maggio 2012.
- Relazione sul tema “La colpa medica all’indomani della legge Balduzzi” , Università degli Studi di Firenze, Scuola di Giurisprudenza. Organizzato congiuntamente all’associazione studentesca ELSA Firenze, 7-9 maggio 2012
- Ciclo di lezioni-seminario su “La riforma dei reati Tributari attuata dal d.lgs. 158/2015”. Organizzato dalla Unione Giovani Commercialisti Firenze. Novembre, dicembre 2015 e gennaio 2016.
- Corso di preparazione all’esame di avvocato. Lezioni svolte nei corsi organizzati sia dall’Ordine degli Avvocati di Firenze, con la Fondazione, sia dall’organizzazione Avvocatura indipendente di Firenze. I temi sono stati i più vari: reati tributari, dolo e colpa, nesso causale, condotta, concorso apparente di norme, i delitti contro la pubblica amministrazione, sistema d.lgs. 231/2001.
- Lezioni svolte nel corso per le difese d’ufficio organizzato dalla Camera Penale di prato, aventi ad oggetto il tema delle circostanze del reato.
- Relazione sul tema: “Il diritto penale degli appalti. Appalti e responsabilità da reato delle persone giuridiche”. Università degli Studi di Firenze, Scuola di Giurisprudenza. Gennaio 2016.

PELLEGRINI L., L´incerta sorte degli effetti giuridici collegati alla circostanza dichiarata «soccombente», in Cass. pen., 2015. Il lavoro prende le mosse dall´orientamento giurisprudenziale maggioritario che nega nella ipotesi di guida in stato d´ebbrezza aggravata dall´aver provocato un incidente la possibilità di sostituire la pena detentiva e pecuniaria con il lavoro di pubblica utilità (ex art. 186, comma 9-bis, d.lg. n. 285/1992) e ciò anche quando l´aggravante di cui all´art. 186, comma 2-bis, d.lg. n. 285/1992 venga ritenuta subvalente rispetto alle concorrenti attenuanti. Così statuendo il suddetto indirizzo finisce per corroborare l´impostazione in tema di limiti di efficacia del giudizio di comparazione ex art. 69 c.p. Pur tuttavia, ad una attenta riflessione, la sorte degli effetti giuridici collegati alla circostanza dichiarata soccombente risulta spesso fondata su argomenti “generalizzanti” quali la funzione meramente dosimetrica dell´art. 69 c.p. e le categorie degli effetti «diretti» ed «indiretti», non sempre ricostruiti in maniera rigorosa. Si propone, dunque, una rinnovata riflessione sulla tematica che si affranca dai suddetti automatismi solutori e si impernia su di una indagine di tipo “casistica” con ad oggetto il singolo istituto di volta in volta in gioco. Così l´attività ermeneutica del giudice dovrà essere volta a comprendere se l´effetto giuridico è legato direttamente ed immediatamente al contenuto costitutivo della singola circostanza oppure risulta genericamente connesso alla maggiore o minore gravità del fatto complessivamente inteso. Nel primo caso tutti gli effetti giuridici connessi all´elemento circostanziante sopravvivranno anche in caso di sua soccombenza nella dosimetria della pena, nella seconda ipotesi, viceversa, questi risulteranno travolti con la caducazione operata dall´esito del giudizio di cui all´art. 69 c.p.

PELLEGRINI L., Circostanze del reato: trasformazioni in atto e prospettive di riforma, Firenze University Press, Firenze, 2014.
Opera monografica in cui si tratta l´istituto delle circostanze del reato contribuiscono al contempo sia alla migliore individualizzazione e definizione
della fattispecie, sia alla commisurazione giudiziale della pena. Tale doppia anima le rende terreno eletto per politiche di stampo ora legalitario (di determinazione legale della fattispecie e di commisurazione legale della pena), ora discrezionale-giudiziario (di determinazione giudiziale della fattispecie e di commisurazione giudiziale della pena). L’ondivaga novellazione ha consegnato, tuttavia, un sistema magmatico e in disequilibrio. L’opera cerca di dare razionalità alla materia ritenendo che una riforma (non più procrastinabile) dell’istituto deve passare prima dalla parte speciale del codice, attraverso una ridefinizione delle comminatorie edittali e poi dal sistema commisurativo nel suo complesso. Un sì fatto intervento farebbe, però, apparire irrazionale l’istituto delle circostanze, avviandolo alla radicale soppressione.

PELLEGRINI L., Riserva di legge e competenza penale europea, in Osservatorio sulle fonti, www.osservatoriosullefonti.it, fasc. 2, 2011, pp. 1-56.
Nell’articolo si esamina il principio di riserva di legge statuale in materia penale e l’attuale suo declino avendo particolare riguardo a quello impresso dall’evoluzione della giurisprudenza della Corte di giustizia europea e dalle disposizioni introdotte dal Trattato di Lisbona. Nella prima parte del lavoro si evidenzia – attraverso un’analisi anche casistico-empirica – l’evoluzione storica della ratio sottesa alla riserva di legge penale, sottolineandone la profonda crisi in cui oggi versa per fattori sia endogeni –che creano cioè disequilibri interni tra organi istituzionali, privando il Parlamento del suo ruolo di garante della democraticità e rappresentatività delle scelte incriminatrici – sia esogeni – legati, invece, al crescente dilagare della produzione normativa europea di rilievo penalistico, con conseguente spostamento dei centri decisionali di politica criminale in un sempre maggior numero di casi a livello sovrastatale, - operanti già prima dell’entrata in vigore del Trattato di Lisbona. La seconda parte è poi volta ad investigare e tracciare tanto le differenze sostanziali intercorrenti tra la legalità nazionale e quella europea; quanto le innovazioni introdotte dal Trattato di Lisbona (con particolare riferimento all’abolizione del sistema a pilastri, al mutamento del law making process europeo, alle disposizioni di cui agli artt. 83 e 86 TFUE). La parte finale del lavoro è dedicata all’analisi dell’attuale sistema delle fonti in ambito penale ed in particolare, quindi, indaga sulla portata della c.d. ‘competenza penale europea’. L’interrogativo conclusivo cui il lavoro si propone di dare gli strumenti per rispondere risulta essere, dunque, quello se possa dirsi, dopo tutto, ancora valida l’opposizione al riconoscimento di una competenza penale europea diretta fondata sul principio di riserva di legge inteso – quantomeno – nella sua istanza garantistica sostanziale-costituzionale.
PELLEGRINI L., Recidiva e concorso omogeneo di circostanze ad effetto speciale, in Dir. pen. proc., n. 11, 2011.
Cassazione penale, Sez. Un., 24 maggio 2011 (ud. 24 febbraio 2011), n. 20798 - Pres. Lupo - Rel. Cassano - Ric. P.G. in proc. Indelicato
La recidiva è circostanza aggravante ad effetto speciale quando comporta un aumento di pena superiore a un terzo e pertanto soggiace, in caso di concorso con circostanze aggravanti dello stesso tipo, alla regola dell´applicazione della
pena prevista per la circostanza più grave, e ciò pur quando l´aumento che ad essa segua sia obbligatorio, per avere il soggetto, già recidivo per un qualunque reato, commesso uno dei delitti indicati all´art. 407, comma secondo, lett. a), c.p.p. (La Corte ha precisato che è circostanza più grave quella connotata dalla pena più alta nel massimo edittale e, a parità di massimo, quella con la pena più elevata nel minimo edittale, con l´ulteriore specificazione che l´aumento da irrogare in concreto non può in ogni caso essere inferiore alla previsione del più alto minimo edittale per il caso in cui concorrano circostanze, delle quali l´una determini una pena più severa nel massimo e l´altra più severa nel minimo). (Rigetta, Gip Trib. Genova, 09/02/2010).

PELLEGRINI L., La tutela penale del pagamento e del sequestro conservativo: suggestioni processualcivilistiche e ratio di tutela dell’art. 388, comma 3, c.p., in Cass. pen., 2010.

ATTIVITÀ DI STUDIO E RICERCA IN CORSO, DESTINATA ALLA ELABORAZIONE DI SCRITTI SCIENTIFICI E ALLA PREPARAZIONE DI LEZIONI UNIVERSITARIE ED INTERVENTI IN CONVEGNI
Tema di ricerca “Le circostanze del reato: trasformazioni in atto e prospettive di riforma”. Ha impegnato per quattro anni ed è confluito nella elaborazione monografica. Attualmente sono in corso studi analitici – destinati a sfociare in specifiche pubblicazioni su riviste specializzate di settore - sulle problematiche connesse alle “circostanze privilegiate nel giudizio di bilanciamento”; ai “criteri discretivi della natura circostanziata od autonoma degli elementi della fattispecie di reato (essentialia delicti ed accidentalia delicti)”; alla “questione se l’aggravante di cessione di sostanze stupefacenti a soggetto minore di età sia compatibile con l’attenuante del fatto di lieve entità e destinato alla elaborazione di un contributo scritto nella forma di nota a sentenza”. Analisi dell’evoluzione storica dell’istituto delle circostanze del reato con particolare riferimento ai seguenti periodi: epoca romana; età di mezzo ed influenze esercitate dal diritto canonico; primo-illuminismo; tardo-illuminismo; codificazioni ottocentesche; codificazioni novecentesche, riforma del 1974 ed i più recenti interventi dei pacchetti sicurezza 2008 e 2009, nonché della riforma avente ad oggetto l’art. 589 bis c.p. Analisi comparatistica della disciplina e della funzione delle circostanze del reato con particolare riferimento ai seguenti ordinamenti stranieri: francese; tedesco; spagnolo. Studio della tematica relativa ai paesi di common law del sentencing e il ruolo delle guidelines negli Stati Uniti. Studio analitico della funzione ricoperta dall’istituto delle circostanze del reato: fra funzionalità « determinativo-legale »; « determinativo-giudiziale »; « commisurativo-legale »; « commisurativo-giudiziale ». Studio analitico della
problematica concernete la funzione delle circostanze con particolare riferimento ai contributi di A. Stile, G. de Vero e M. Romano. Destinato alla elaborazione di un contributo scritto nella forma di articolo. Studio del regime di imputazione delle circostanze del reato. Studio dei criteri discretivi fra circostanze improprie e circostanze proprie. In particolare si è cercato di sviluppare una riflessione che prendendo le mosse dai postulati della sentenza Fedi abbia cercato di superarla con particolare attenzione e riguardo alle problematiche interpretative connesse alle fattispecie c.d. ostinatamente dubbie. Studio della recidiva del reato alla luce dell’evoluzione giurisprudenziale di legittimità e della Corte costituzionale. In particolare studio ed approfondimento della recidiva nel concorso omogeneo di circostanze ad effetto speciale. Studio analitico della problematica del concorso tra la recidiva e altre circostanze aggravanti ad effetto speciale. Destinato alla elaborazione di una nota a sentenza. Studio del problematico riconoscimento delle attenuanti generiche al recidivo reiterato alla luce della sentenza della Corte costituzionale 10 giugno 2011 n. 183. Studio della discrezionalità penale nella commisurazione legale e giudiziale della pena. Studio della problematica della commisurazione della pena in senso stretto e delle funzioni della pena.
Studio della problematica distinzione tra dolo eventuale e colpa cosciente con particolare attenzione alle posizioni della giurisprudenza ordinaria e di legittimità.
Studio della tematica dell’universalismo e del particolarismo nel diritto penale quale dialettica interna tra due possibili modi di manifestarsi del diritto. Particolare attenzione è stata destinata alla normazione internazionale e nazionale in materia di tortura, schiavitù e tratta di schiavi.
Studio del problema della codificazione ad ottant’anni dall’introduzione del codice Rocco. Particolare attenzione è stata rivolta all’attuale crisi del sistema sanzionatorio. Si è fornito ausilio agli studi condotti dal Prof. Palazzo e che hanno portato alla recente introduzione dell’art. 131 bis c.p.
L’applicazione del principio del reciproco riconoscimento alle sentenze penali che irrogano pene detentive o misure privative della libertà personale, ai fini della loro esecuzione nell’Unione europea. Alla luce della decisione quadro del 27 novembre 2008, cui l’Italia ha dato attuazione con il d.lgs. 7 settembre 2010, n. 161.
La tutela penale della vittima aspetti sostanziali e processuali. Particolare attenzione allo normativa internazionale in tema.
Studio ed analisi dei reati edilizi ed ambientali.
Violazione degli obblighi di assistenza familiare e difficoltà economica incolpevole: causa di giustificazione o esclusione della suitas? Cass. n. 33492/2009.
La causalità nella condotta omissiva impropria: problematiche in tema di amianto e responsabilità medica.
Configurabilità del tentativo di rapina impropria allorché la sottrazione del bene non si sia realizzato. Riflessioni alla luce dei più recenti approdi giurisprudenziali
di legittimità. Tentativo di estorsione compiuto ai danni di un congiunto ed applicazione della causa di esclusione della colpevolezza di cui all’art. 649, comma 3, c.p.
Interpretazione estensiva ed interpretazione analogica. Problematiche alla luce del caso Mills.
Analisi della fattispecie di corruzione in atti giudiziari art. 319 ter c.p. con particolare riferimento alle qualifiche soggettive.
Il diritto penale alla luce del Trattato di Lisbona: problematiche in tema di fonti - principio di legalità e dialogo fra Corti. Studio del principio di riserva di legge in materia penale e sue problematiche di relazione con il riconoscimento in capo all’Unione europea di una competenza penale. In particolare analisi delle problematiche poste dall’entrata in vigore del Trattato di Lisbona. Lo studio è stato seguito dalla relazione tenuta in un ciclo di lezioni organizzato dalla Facoltà di Giurisprudenza dell’Università degli Studi di Firenze e dall’ELSA Firenze.
Studio del principio di colpevolezza e della sua problematica tensione con la fattispecie di cui all’art. 609-sexies c.p. (error aetatis). In particolare ci si è concentrati sull’analisi delle problematiche affrontate dalla sentenza della Corte costituzionale 322/2007 e della sua portata innovatrice. Elaborazione di un testo scritto destinato alla pubblicazione.
Studio del principio di proporzione come limite sostanziale-costituzionale del diritto penale.
Studio del diritto penale tributario. Analisi delle importanti modifiche introdotte dal d.lgs. 158/2015 e delle problematica delle frodi IVA. In elaborazione contributi scritti a carattere di saggio con particolare riferimento al delitto ex art. 2 d.lgs. 74/2000 mediante l’utilizzo di fatture soggettivamente inesistenti (con operazioni infracomunitarie) ed art. 11 d.lgs. 74/2000 (sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte, con particolare riferimento alla cancellazione societaria ed alla perdita dell”avviamento”).
Studio della disciplina del d.lgs. 231/2001. Particolare riferimento ed attenzione è fornita alla introduzione fra i reati presupposto del delitto di autoriciclaggio ed alle interrelazioni con il tema dei reati fiscali e del diritto degli appalti.
Analisi attenta delle prerogative dell’ANAC.
Analisi puntuale delle prerogative e compiti del Organismo di Vigilanza nelle dinamiche aziendali.